Successione e Accettazione dell'Eredità

La trascrizione dell'accettazione dell'eredità

- SUCCESSIONE

La successione si apre con la morte di una persona, la quale lascia, quali chiamati all’eredità i propri parenti più prossimi, figli e/o il coniuge (successione legittima o per legge), se non esiste un testamento. Se esiste un testamento, la successione è testamentaria, in quanto il chiamato all’eredità (erede), può essere istituito con testamento; se il testamento prevede l’assegnazione di beni determinati ad una persona (per es. un alloggio) è un legato.

I chiamati all’eredità diventano eredi solo con l’accettazione dell’eredità, che deve essere fatta con atto notarile entro 10 anni dalla morte; l’accettazione dell’eredità può essere tacita quando si effettuano atti che presuppongono la volontà di accettare l’eredità, quali la vendita di un bene ereditario o l’incasso di denaro da un conto corrente intestato al defunto

Con l’accettazione di eredità si diventa eredi e responsabili anche per i debiti del defunto e se ne risponde con il proprio patrimonio; se si vuole evitale tale eventualità occorre fare l’accettazione con beneficio di inventario che consente di tenere separato il patrimonio del defunto dal proprio, evitando di dover rispondere di eventuali debiti del defunto con il proprio patrimonio.

Tale è la fase civilistica della successione di esclusiva competenza del Notaio, che di fatto è spesso trascurata, in quanto si procede solo alla Dichiarazione di Successione che è solo un adempimento fiscale da effettuare entro un anno dalla morte, per versare le imposte dovute allo Stato, ma non assicura la proprietà dei beni caduti in successione.

- Accettazione di eredità con o senza beneficio d’inventario o rinunzia all’eredità

Il chiamato all’eredità, comunemente detto erede, ha per legge 10 anni di tempo per accettare o rinunciare all’eredità, salvo che sia posto un termine più breve dall’Autorità Giudiziaria.
Nel caso l’erede sia nel possesso dei beni ereditari ha solo tre mesi di tempo per decidere se accettare con beneficio d’inventario o rinunciare; decorso detto termine viene considerato erede puro e semplice.

L’accettazione di eredità può essere semplice o con il beneficio dell’inventario: nel primo caso l’erede assume a proprio vantaggio tutti i beni e attività dell’eredità nonché a proprio carico le passività, nel secondo caso eredita tutti i beni, ma risponde dei debiti solo fino alla concorrenza dell’attivo ereditario, senza che possa essere intaccato il proprio patrimonio personale.

L’accettazione dell’eredità può anche essere tacita, quando l’erede effettua una operazione su beni ereditari che presuppone la volontà di accettare l’eredità, quali l’alienazione di beni ereditari, ad es. un immobile, un contratto di locazione registrato, incasso di somme da conti correnti o rapporti bancari intestati al de cuius o altre operazioni equivalenti.
Allorchè si è accettata l’eredità, sia esplicitamente, con atto di accettazione, sia tacitamente, non v’è più possibilità di rinunciare all’eredità.

E’ quindi importante valutare bene prima di effettuare qualsiasi operazione su beni ereditari se tali operazioni integrino accettazione tacita di eredità, con la conseguente obbligazione di provvedere alla estinzione di tutte le passività ereditarie, coinvolgendo anche i propri beni personali.

Nei casi dubbi è consigliabile cautelativamente provvedere a stipulare l’accettazione di eredità con beneficio di inventario con atto notarile ed eseguire l’inventario con l’ausilio del Notaio e la conseguente liquidazione dei beni ed i pagamenti dei debiti ereditari.
Se fra gli eredi vi sono dei minori l’accettazione con beneficio d’inventario è obbligatoria per legge.

Copyright © 2020

Media Service Italia

SEO Torino & Web Design by Media Service Italia. Hosted by Media Hosting Italia